Il ruolo dell’Intelligenza Artificiale nella previsione e nel controllo dell’influenza

Che i Big Data rappresentino una risorsa cruciale in ambito sanitario è un argomento che abbiamo affrontato in passato, spiegando quanto l’estrazione, la comprensione, l’analisi e la definizione del valore della miniera di dati ospedalieri e clinici finiranno col rivoluzionare, nel prossimo futuro, l’intero settore.

Per quanto riguarda invece l’Intelligenza Artificiale, quale ruolo può occupare nella previsione e nel controllo dell’influenza, una delle patologie – stagionali e non solo – che colpiscono trasversalmente la popolazione mondiale? Secondo l’australiana Flinders University, cruciale.

È infatti di pochi mesi fa la notizia che un team di ricercatori dell’istituto ha messo a punto il primo vaccino interamente concepito dall’Intelligenza Artificiale, a riconferma di quanto questa tecnologia sia ormai sempre più vicina alla mente umana. Il prossimo step del progetto prevede la sperimentazione del vaccino su 240 volontari di nazionalità americana e, secondo il coordinatore dello studio, Nikolai Petrovsky, essa darà il via a “una nuova era in cui l’Intelligenza Artificiale giocherà un ruolo sempre più dominante nella scoperta e nella progettazione dei farmaci”.

Sam, un caso di successo nell’Intelligenza Artificiale a uso clinico

Diversamente dal passato, in cui l’AI è stata coinvolta in ambito clinico come supporto alla progettazione di terapie, il caso reso noto dai ricercatori della Flinders University è molto diverso: il programma di Intelligenza Artificiale coinvolto, chiamato Search Algorithm for Ligands, si è infatti reso responsabile dell’intera progettazione del vaccino, senza nessun contributo umano.

In termini pratici, questo significa che il programma – chiamato anche “Sam” dai ricercatori – è stato ideato in modo tale da riconoscere in modo del tutto autonomo gli adiuvanti necessari a potenziare l’azione del sistema immunitario umano quando somministrati all’interno di un vaccino contro l’influenza. Il risultato è stato ottenuto a seguito di una serie di test durante i quali veniva richiesto a Sam di comprendere la differenza tra adiuvanti efficaci e non.

In una fase successiva, un secondo programma di Intelligenza Artificiale ha permesso la generazione di miliardi di composti chimici diversi. A Sam è stato dato il compito di analizzarli e di individuare quali tra questi potessero agire come adiuvanti efficaci per il vaccino. I composti più funzionali sono infine stati sintetizzati in laboratorio dai ricercatori, e testati in modo tale da ottenere un composto che agisse come “booster” nelle prestazioni dei vaccini antinfluenzali.

Il vaccino messo a punto dal programma di Intelligenza Artificiale della Flinders University è stato ritenuto talmente promettente da ricevere i finanziamenti necessari alla sperimentazione clinica su pazienti umani dal National Institute of Allergy and Infectious Diseases americano. La speranza è che i risultati siano, in termini di efficacia, superiori a quelli garantiti dai vaccini attuali.

L’Intelligenza Artificiale e il coronavirus dalla Cina: ecco BlueDot

In considerazione degli obiettivi raggiunti finora, non sorprende dunque scoprire che l’Intelligenza Artificiale sia attualmente al lavoro anche nel contrasto al coronavirus recentemente sviluppatosi in Cina.

In questo caso, il programma si chiama BlueDot, è stato messo a punto da una azienda fondata in Canada nel 2014 e si propone di riuscire a prevedere il raggio di espansione della pandemia d’influenza.

Con il supporto di un team composto da quaranta tra fisici e sviluppatori, il primo compito di BlueDot è tracciare lo sviluppo del coronavirus attraverso l’analisi di fonti molto diverse: dal flusso del traffico aereo alle conversazioni e i rumor nei forum online, dai contenuti presenti nei siti di informazioni ai report clinici relativi alle patologie animali.

Finora, i risultati sembrano molto promettenti: BlueDot è infatti riuscito a prevedere con successo il passaggio del virus influenzale dall’area di Wuhan a quella di Taipei, Tokio e Bangkok.

Alessandro Rezzani

Sono un consulente senior nell’ambito della Business Intelligence, specializzato in analisi di Big Data e tecniche di Analisi Predittiva. Nel 2016 ho fondato Dataskills, presto diventata azienda di riferimento nel territorio italiano per soluzioni di Data Science. Sono anche ricercatore e professore presso l’Università Bocconi di Milano.
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Alessandro Rezzani

Sono un consulente senior nell’ambito della Business Intelligence, specializzato in analisi di Big Data e tecniche di Analisi Predittiva. Nel 2016 ho fondato Dataskills, presto diventata azienda di riferimento nel territorio italiano per soluzioni di Data Science. Sono anche ricercatore e professore presso l’Università Bocconi di Milano.
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